Dal 2011 un nuovo progetto occupa Gianni Fassetta: è il Fadiesis Accordion Festival, il Festival Internazionale Fisarmonicistico nato come scommessa tra amici a Pordenone ed esportato a Matera già dalla sua seconda edizione. Quali sono stati gli stimoli per questa sfida? E quali frutti stanno maturando? Chiediamolo a Gianni.

DSC_0008Gianni come è nata l’idea di far nascere un Festival Fisarmonicistico proprio qui a Pordenone?
Direi che nasce da due suggestioni:  da una parte la “missione professionale” di dare alla fisarmonica quello che è della fisarmonica, dall’altra il piacere di far conoscere il meglio di questo strumento e delle sue potenzialità espressive nella terra dove sono nato, cresciuto e dove mi piacerebbe costruire qualcosa che vada oltre la mia carriera da concertista. Eccomi quindi nella veste di direttore artistico del Festival.

Il  primo punto è quello che tu spesso definisci “riposizionamento della fisarmonica”. Spiegaci meglio. 

Come non molti sanno, la fisarmonica è uno strumento moderno, non ha ancora due secoli di vita e in questo breve arco di tempo ha accompagnato soprattutto la musica popolare: quella delle balere, delle feste campestri, dell’emigrazione. In fondo, se ci pensiamo, la fisarmonica nel tango argentino porta con sè la nostalgia degli emigrati italiani che hanno attraversato l’oceano, arrivando in una nuova terra “ai confini del mondo”. Già nel tango, soprattutto ai livelli di Astor Piazzolla o di Richard Galliano, la fisarmonica sa però dimostrare la sua straordinaria capacità di esprimere sfumature musicali profonde, sottili, raffinate, di essere uno strumento nobile, degno di un maggiore riconoscimento. Proprio questa consapevolezza ha spinto molti fisarmonicisti – formatisi come me al di fuori dai percorsi accademici – a “lottare” per portare la fisarmonica nei conservatori: questo obiettivo è stato raggiunto nel 1992 ed è stato il primo passo ufficiale di questo processo di “riposizionamento”, ovvero di valorizzazione in senso classico, che continua ancora oggi e dovrà continuare anche domani. In questa ottica anche un Festival come il nostro può e deve contribuire a far ascoltare la fisarmonica in modo nuovo, spaziando da Bach al jazz, alla musica contemporanea.

Quindi il Fadiesis Accordion Festival non può essere definito un evento popolare?
Non sarei così categorico. In fondo Mozart, Bach, Piazzolla sanno e possono essere “popolari”. Come sono nobilmente “popolari” i temi cinematografici di Morricone, Piovani, Rota, che spesso propongo nel mio repertorio. E in fondo l’evento che più ha riscosso successo nella scorsa edizione del Festival  è stato il concerto di Coba, vera e propria popstar in Giappone, ma al tempo stesso incredibile sperimentatore, capace di reinventare con la sua fisarmonica un classico come la “Cavalleria Rusticana”, riscaldando il pubblico presente che ha risposto  con una standing ovation.  Mi piacerebbe che questo momento cogliesse lo spirito del Festival: classico, pop, Giappone, Pordenone… Tante sinapsi, tante associazioni d’idee. Un assoluto rigore, ma anche nuove libertà!

A proposito di Pordenone, veniamo al secondo punto: il legame con la tua terra. Che cosa rappresentano per te il Friuli, Pordenone, la Valcellina alla quale dedichi molti dei tuoi concerti? 
Qui ci sono le mie radici e alle radici ti senti tanto più vicino, quanto più sono le opportunità che ti portano lontano. Proprio in questi ultimi anni in cui è aumentata la mia attività di concertista internazionale, sento il bisogno di ristabilire un equilibrio con la mia terra. Un impegno futuro del Festival – nei limiti del possibile e delle risorse a nostra disposizione – sarà collegarlo sempre di più ai luoghi e ai simboli del Pordenonese e del Friuli, con uno spirito che mi piacerebbe definire “glocal”. Inoltre è interessante lasciare uno spazio, dentro il Festival, ai giovani musicisti del futuro: ai ragazzi della nostra scuola (NdR: la “Scuola di Musica “Fadiesis”) e di altre scuole collegate, per portarli sul palcoscenico, per favorire il loro contatto con il pubblico, che è il momento più vero e più intenso di ogni esperienza musicale.

Un altro aspetto singolare del Fadiesis Accordion Festival è la sua replica ormai consolidata a Matera. Come mai proprio Matera?  
Tutto è cominciato per caso o meglio – come è anche cominciato il Festival a Pordenone – per amicizia, con un evento musicale-fotografico-letterario nella primavera 2012. Poi strane concomitanze, singolari e sotterranee suggestioni, hanno fatto il resto. Pordenone e Matera sono più vicine di quello che sembra. Basti pensare a Pier Paolo Pasolini, friulano d’adozione che ha fatto conoscere Matera al mondo, con il suo “Vangelo secondo Matteo” realizzato nel 1964, proprio cinquant’anni fa. In poche parole: incontrandoci casualmente, ci siamo poi accorti di avere molto in comune e che potremmo coltivarlo insieme. Da questo incontro sono così nate anche esperienze più profonde, che vanno oltre i singoli concerti, per esempio i workshop che hanno visto i primi scambi di allievi tra Friuli Venezia Giulia e Basilicata. In fondo la fisarmonica è sì strumento del focolare – da buon friulano direi del fogolâr – ma è anche strumento mobile, portatile, una specie di organo che ti accompagna con facilità in automobile o in aereo ed è destinato per sua stessa natura e versatilità a viaggiare nel mondo. Proprio per questo mi piace pensare che attraverso la fisarmonica si possano unire e armonizzare luoghi così lontani, ma in fondo così vicini, come Pordenone e Matera.

Qualche novità per il Fadiesis Accordion Festival 2014?  
Troppo presto per fare anticipazioni. Stiamo comunque valutando varie opportunità e abbiamo la seria intenzione di crescere, sia dal punto di vista organizzativo che da quello dei contenuti artistici. Nei limiti del possibile ci piacerebbe costruire un’edizione del Festival a tema (top secret)  e portare degli eventi di autentico spessore internazionale. Il successo di Coba e il riscontro del pubblico ci incoraggiano in questa direzione, nonostante i tempi da spending review.  Continuate a seguirci: ne  vedrete (anzi ne sentirete) sicuramente delle belle!